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La Scurcio
Vallone di Unerzio, alla scoperta di una zona di notevole interesse storico e paesaggistico.

LA SCURCIO DI ACCEGLIO

Chialvetta

Arrivati ad Acceglio (1220 m), ultimo comune della Valle Maira, classiche escursioni per gli amanti della montagna si snodano a partire dal Vallone di Unerzio, la cui bellezza naturale è caratterizzata dall’ambiente umido del torrente e da ricche foreste di conifere che in alto lasciano spazio ad estesi pascoli.

 "La Scurcio" in occitano significa "La Scorciatoia"; è un facile sentiero che da Acceglio e dalla borgata di Frere risale il Rio Unerzio, offrendo importanti spunti naturalistici e storici: il percorso stesso segue la più antica via di comunicazione utilizzata per gli spostamenti fino al secolo passato. Grazie a questa sua funzione, esso raggiunge e attraversa tutte le borgate del vallone, tutte ottimamente ristrutturate, con grandi pregi architettonici e urbanistici.

 

 

 

Località principali attraversate:

Frere, Gheit, Chialvetta, Pratorotondo, Viviere.

 

Da vedere:

Frere: proprio prima della borgata si consiglia di abbandonare la strada principale e deviare su un bivio laterale. Potrete così attraversare il centro storico dell’abitato, che si snoda lungo l’antico viottolo con una ricchezza di scorci suggestivi, che proseguono dalla parte opposta del fiume nella parte alta della borgata. Anche in prossimità del ponte può essere un buon punto di partenza per il nostro itinerario.

Gheit: Caratteristica per la bella ristrutturazione delle sue abitazioni. Al centro delle case si trovano la fontana e il vecchio  forno a legna dotato di tutti gli strumenti necessari per la panificazione: si rileva a questo proposito che le coltivazioni alimentari locali di un tempo erano dominate dalla segale e dalla patata.

Chialvetta: Consigliamo  vivamente una visita fra le viuzze della borgata, in cui si ritrovano angoli deliziosi accompagnati da esempi di ottimi recuperi di edifici nel totale rispetto dell’urbanistica originaria.

LA MISOUN D'EN BOT - Museo etnografico

A Chialvetta, presso la "Trattoria della Gardetta" è possibile richiedere a Rolando o a Maria Luisa la visita al museo "La Misoun d’en bot" (in occitano significa "La casa di una volta"), all’interno del quale è ricostruita con particolare cura e in sezioni ben strutturate la testimonianza della vita di un tempo, raccontata dagli oggetti raccolti nelle borgate abbandonate del vallone.

Il Museo ricrea l'interno di una abitazione tradizionale dell’Alta Valle Maira, composta da cucina, stanza da letto, stalla e fienile. Nella cucina si possono notare pentole in rame, un paiolo per la polenta, stoviglie in ceramica e un tavolo a libro: vi sono esposti anche pani di segale e orzo. Nella stanza da letto si trovano un letto in legno, una culla, un armadio, lenzuola tessute a mano e alcuni portacandele. Sono esposte inoltre antiche trappole per topi, faine e volpi.  Su dei manichini vengono presentati i costumi femminili della valle e nel grande salone al piano terra sono raccolti gli attrezzi di lavoro dei mestieri di un tempo: calzolaio, fabbro, maniscalco, falegname.

 

Pratorotondo: Questo insediamento urbano presenta una forma allungata secondo il vallone, in quanto le sue case furono costruite ai due lati del vecchio sentiero. All’interno della borgata è presente il Rifugio Unerzio, gestito dal CAI di Carmagnola. A monte della borgata, seguendo il ruscello, isolato dalle case si incontra un antico mulino a pietra, la cui particolarità è che le pale girano su asse verticale, unico esemplare di questo tipo presente in zona.un gruppo di case arroccate attorno ad un pilone costruito su un masso e abitate un tempo da pastori . Si possono visitare le molte stalle che costituiscono il piano terreno di una casa, mentre a monte del paese sono ancora visibili le tracce dei vari "gias" (luogo in cui si radunano gli ovini e i bovini per trascorrere la notte) delimitati da muretti a secco.

Viviere
Viviere:

Parte alta del vallone: Dal punto di vista antropico, la parte alta del vallone è caratterizzata dai resti delle fortificazioni militari costruite in prevalenza prima della Seconda Guerra Mondiale: bunker, "case matte", ricoveri per feriti, teleferiche, pali della corrente elettrica, quartiere generale di Prato Ciorliero.

Dal punto di vista naturalistico, è disponibile una vasta rete di sentieri: GTA (Grande Traversata delle Alpi del CAI), Percorsi Occitani, Sentiero Roberto Cavallero.

Numerosi sono anche gli itinerari per escursioni giornaliere: Passo e Pianoro della Gardetta; Laghi Roburent; Colle Enchiausa; Il Colletto-Colle Ciarbonet-Monte Midia; Colle di Soleglio Bue.

Classica per gli amanti dell'alpinismo è l'ascensione al Monte Oronaye, con possibilità di pernottamento al bivacco del Colle Feuillas.

Sentiero "La Scurcio"

DIFFICOLTÀ:

Per tutti

LUNGHEZZA PERCORSO:

7,5 Km

DISLIVELLO:

588 m

TACCHE RICONOSCIMENTO:

giallo-verde

ITINERARIO E TEMPO DI PERCORRENZA:

Acceglio (1220 m) – Frere (1196 m) – Chialvetta (1434 m) : 1 ora

Chialvetta – Pratorotondo (1639 m): 30 minuti

Pratorondo – Viviere ( 1713 m): 15 minuti

Viviere – Grangie (1784 m): 15 minuti

DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO

"La Scurcio" inizia alle porte di Acceglio, poco prima della salita sulla strada che conduce a Chialvetta. Esso parte da una strada sterrata che costeggia il fiume Maira all’ombra di frassini e raggiunge in pochi minuti la località di Frere.

Dopo aver attraversato il ponte della borgata, si imbocca una strada sterrata, che presto diventa sentiero, sulla destra orografica del vallone; costeggiando un lariceto si giunge alla borgata Gheit (1372 m).

Lungo l’itinerario che da Gheit conduce a Chialvetta, il sentiero segue muretti a secco che un tempo servivano a delimitare le proprietà dei campi coltivati. A partire da un ponte in legno che scavalca il  ruscello Unerzio, è possibile prendere visione, su appositi pannelli esplicativi, delle principali caratteristiche della ittiofauna e delle specie arboree locali.

Visitata Chialvetta, passando di fronte alla parrocchiale di Sant’Anna e costeggiando le ultime case di Chialvetta, il sentiero segue ora dall’alto il ruscello, e in dolce pendenza all’ombra della vegetazione conduce a Pratorotondo.

Dopo pochi minuti ancora si raggiunge Viviere, e poi, raggiungendo la strada comunale per Prato Ciorliero, al secondo tornante si incontra un bivio: a destra si diparte la strada che termina ai pascoli del Colle Ciarbonet, e che dopo un centinaio di metri (Grangie) consente un bel panorama su tutta la parte del vallone fin qui attraversata; a sinistra la strada continua verso Prato Ciorliero e le classiche gite alpine della zona.

Goduta della visuale da località Grangie, dominata dalla presenza del Monte Chersogno sul versante opposto della Valle Maira, il rientro ad Acceglio può essere fatto sia lungo l’itinerario della salita, sia seguendo la strada carrozzabile che porta direttamente al centro abitato del comune e permette una vista dall’alto delle borgate attraversate.

 

 

Enrico Collo,

accompagnatore naturalistico

 

 

   
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La Scurcio - creata (10/09/2004) - modificata (25/10/2007) - vista 21313
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